L'inganno della Meccanica Quantistica

Introduzione

Esperimento della doppia fenditura

Su tale esperimentosi basano molte delle previsioni più fantasiose della Meccanica Quantistica.
L’interpretazione standard (di Copenaghen) dice che:

  1. un’onda non ha nessuna posizione determinata finchè non viene osservata.
  2. Non è possibile determinare la posizione, pur conoscendo a priori tutte le variabili.

Molti fisici e filosofi hanno mosso obiezioni all'interpretazione di Copenaghen e le celebri frasi di Albert Einstein: «Dio non gioca a dadi» e «Credi davvero che la luna non sia lì se non la guardi?» ne sono una esemplificazione.
Oppure, resta ancora inspiegata la discontinuità tra il processo deterministico che regola l'evoluzione della funzione d'onda e il fenomeno indeterministico del collasso.

Vediamo i principali errori commessi nell’esperimento della doppia fenditura, che è quello che ha dato origine alle fantasiose teorie della Meccanica Quantistica.

1° Errore: considerare le particelle come delle palle.

Le particelle non sono come delle palle da biliardo.

Gli elettroni non sono palle per i seguenti motivi:

  1. Non hanno una superficie ben definita come le palle, ma sfumata perché dipende dal campo elettromagnetico che si riduce con il quadrato della distanza;
  2. Interagiscono a distanza (respingendosi) senza bisogno di toccarsi come le palle;
2° Errore: gli elettroni vedono atomi e non paretti di fenditure.

Gli elettroni sono così piccoli che interagiscono soltanto con la nuvola elettronica che avvolge gli atomi. Tale nuvola essendo formata anch’essa di elettroni, respinge in modo casuale gli elettroni che gli vengono incontro, in quanto, gli elettroni che sono nella nuvola eletronica, sono in rapido movimento e quindi in posizioni sempre diverse tra un eventuale impatto e il successivo (sempre che si vada a impattare sempre nello stesso atomo).

Usando gli elettroni, ciò che interagisce con le fenditure non sono particelle corpuscolari, ma i campi elettromagnetici degli elettroni, che sono per definizione, onde elettromagnetiche come quelle della luce, per questo se ne ottiene un effetto simile a quello delle onde luminose.

3° Errore: le particelle cariche (come gli elettroni) generano un campo magnetico quando sono in movimento.

E' il campo magnetico dell'elettrone in moto rettilineo e gli elettroni esterni dell'atomo, interagiscono tra loro deviando la traiettoria dell'elettrone che passa per le fenditure.

L'interazione tra le cariche (campi) genera lo stesso effetto delle onde sulla lastra.

4° Errore: gli elettroni interagiscono con atomi che non sono neutri in tempi brevissimi.

Vedi le forze di Van der Walls: che agiscono anche tra atomi neutri.

Questo è dovuto alla rotazione degli elettroni intorno agli atomi. Quando l'elettrone di moto rettilineo, passa vicino agli atomi, essi possono avere i loro elettroni disposti in modo da generare un dipolo temporaneo.
Tale dipolo interagirà con gli elettroni, deviandoli in modo diverso a seconda delle rispettive posizioni al passaggio.

Conclusione

  1. Variabili nascoste
    la posizione non è possibile determinarla, soltanto perché ci sono tanti effetti reali che vengono trascurati come i campi elettromagnetici;
  2. Nessun ruolo dell'osservatore
    la realtà è indipendente da chi la osserva (chi sarebbe l’osservatore privileggiato che la determinerebbe). Si interpretano nel modo sbagliato la forma delle particelle. Il gatto di schrödinger è già vivo o morto prima che venga osservato.
  3. Storia singola
    non c'è nessuna interpretazione a molti mondi. L'universo in cui agisce un esperimento è unico e non ci sono evoluzioni diverse in Universi paralleli.
  4. Onda reale
    l'onda occupa una zona dello spazio (non è individuata da un solo punto) e si propaga nello spazio come un gas;
    cioé l'onda è composta da un insieme molto grande di "particelle" molto ma molto più piccole.
  5. Non deterministica
    le interazioni delle variabili nascoste, fanno si che non sia possibile determinarne con certezza assoluta la sua evoluzione.
  6. Realismo
    le misure verificano i valori reali dell'evento, ma si deveo considerare il fatto che si parli di corpi estesi e non puntiformi.

By Alessandro Pulvirenti (28/10/2018)